Siamo ciò che crediamo di poter essere.

Siamo ciò che crediamo di poter essere.

Autostima, ovvero siamo ciò che crediamo di poter essere

Spesso avrai letto che la tua autostima non deve dipendere dal giudizio degli altri e dai risultati che produci. Avrai poi sentito dire che devi credere in te stesso e che tutto dipende da questo, ma raramente ti avranno detto cosa significa davvero credere in se stessi.

Cercherò di spiegartelo brevemente attraverso questi semplici passaggi.

  1. Il giudizio degli altri

C’è una credenza collettiva che afferma che se molte persone hanno una buona opinione di te, tu ti sentirai bene; viceversa, se molti pensano male di te, ti sentirai di conseguenza. Credere che la nostra autostima dipenda dall’opinione che gli altri hanno su di noi ci spinge a modificare noi stessi per apparire in un modo in cui immaginiamo di poter piacere loro. Possiamo addirittura arrivare a pensare che lo facciamo per noi stessi ﹣e questo è abbastanza ingannevole.

  • Perché è raro che mettiamo gli abiti migliori per stare in casa?
  • Perché viceversa curiamo il nostro aspetto prima di uscire?

Che ci piaccia o no, sappiamo che fuori qualcuno ci vedrà e per noi è importante il loro giudizio.


Perché non funziona seguire le opinioni esterne?

Per una serie di motivi:

  • La tua autostima non dipende dall’opinione altrui. Ogni essere umano ha delle opinioni, questo è solo il loro punto di vista.
  • Se ti fa stare bene il loro giudizio positivo, ti farà stare male quello negativo.
  • Questa è una spirale senza fine: quanto più il giudizio degli altri sarà importante, tanto più perderai te stesso.

In realtà la tua autostima è il concetto che hai di te, cosa pensi di te stesso, è il tuo sistema di credenze rispetto alla tua identità, chi credi di essere. Gli altri non c’entrano niente.

Se io penso bene di me, perché mai dovrei cambiare opinione quando gli altri non lo fanno?

Per assurdo, anche se tutti avessero una cattiva opinione di me, per quale motivo dovrei cambiare il concetto che io ho di me stesso?

Maggioranza: di per sé, non significa verità

 2. I tuoi risultati

È pensiero diffuso che ottenendo buoni risultati l’autostima crescerà e, al contrario, tanti insuccessi la faranno peggiorare.

Questa è una mistificazione collettiva basata su un grossolano errore di fondo: “noi siamo quello che facciamo”. Non è così. 

Chi siamo è la nostra identità, quello che facciamo sono le nostre competenze.

Questo fraintendimento inizia con i primi anni di scuola: invece che imparare ad imparare, impariamo a dare risposte giuste. Giusto e sbagliato vengono stabiliti da qualcuno all’esterno: questo rapidamente finirà per determinare se “vado bene” o “vado male”. Il risultato non sarà più una valutazione sulle mie competenze ﹣sul cosa faccio ﹣bensì diventerà una valutazione sul come sono e chi sono.

Legare l’autostima ai risultati che ottieni ti mette in balia dei criteri di giudizio utilizzati nel contesto in cui operi. E comunque, anche in questo caso, ricorda: possono venire messe in discussione le tue capacità e competenze, ma non chi tu sei.

La tua autostima non dipende dai risultati che ottieni

i risultati che ottieni sono uno specchio di cosa fai e non di chi sei.

Tutto questo, purtroppo, non lo dice quasi nessuno.

Perché utilizziamo i nostri risultati o il giudizio degli altri per stabilire il nostro valore? Possono esserci molte risposte a questa domanda. Di sicuro alla base c’è il fatto che viviamo in una mistificazione ﹣ovvero, che a livello di pensiero collettivo crediamo che funzioni così.
Come conseguenza tendiamo a non esprimere il meglio di noi stessi ma piuttosto cerchiamo di adattarci e adeguarci alla versione che pensiamo verrà accettata. Questo ci deresponsabilizza dall’incarnare la Versione Migliore possibile per noi stessi e per la vita.

L’autostima è il concetto che hai di te stesso, è il tuo sistema di credenze rispetto alla tua identità, ovvero chi credi di essere. L’opinione degli altri su di te è legittima, ma è semplicemente la loro percezione. 

I risultati che ottieni sono uno specchio di cosa e di come fai e non di chi sei.

Separare il come fai da chi sei è la sola strada che porta a un’autostima stabile. 

Viceversa, quando siamo agli effetti di opinioni e giudizi altrui o dei nostri risultati la nostra autostima è fortemente condizionata: non è più reale, bensì un effetto creato da fattori esterni:

  • hai stima di te se gli altri hanno una buona opinione di te.
  • Hai stima di te se ottieni i risultati prefissati.
  • Hai stima di te se quel che fai è apprezzato e riconosciuto dagli altri.
  • E così via……

Molti corsi o libri sull’argomento propongono metodi o tecniche per raggiungere risultati, presentandoli come lavoro per aumentare l’autostima. In genere sono corsi utili per raggiungere risultati, appunto, ma pericolosi se venduti come soluzioni per il miglioramento dell’autostima. Enfatizzare l’idea del risultato come fine per una buona autostima è esattamente il motivo per cui essa oscilla e noi ci ritroviamo in perenne balia di questi sbalzi.

3.  Cosa significa credere in se stessi. Come valutare la propria autostima?

Quello che segue è il presupposto sul quale si basa il mio approccio al lavoro sull’autostima: la vera autostima nasce dalla capacità di amare.

Con autostima intendiamo una Luce interiore, un Sacro Fuoco, così intimamente connesso con la Vera Natura del nostro Essere che niente e nessuno potrà mai spegnere.  

Ci hanno raccontato, giustamente, che sentirsi amati e valorizzati è una necessità umana, quello che però non ci hanno detto è che se non vogliamo passare la vita agli effetti delle attenzioni esterne abbiamo il compito di trasformare quella necessità nella capacità di amare e accettare Noi stessi, la Vita e gli Altri.  

Ovvero, l’opinione verso noi stessi – l’autostima – sarà la capacità di amare.

Detto questo, in base a cosa puoi dire di avere o non avere stima di te?

L’autostima prevede che sia tu, e tu soltanto, a esprimere una valutazione su te stesso.

Quando dai questa valutazione cosa stai giudicando in realtà? Attraverso quale criterio dai un giudizio?

La risposta di per sé è semplice ma non di così facile attuazione. Se togliamo dall’equazione l’opinione degli altri e i risultati, l’unico metodo di valutazione che ci resta è l’immagine che ognuno ha di se stesso. Il nostro modo irripetibile di essere, il modo in cui lasciamo che la nostra unica Luce interiore risplenda.

Quella Luce è composta da molti aspetti: in modo sommario è la tua capacità di auto accettazione, è tutto quello che credi di meritare e che credi di valere, per arrivare infine a quanto amore e rispetto dai a te stesso.

Facendo un semplice esempio: hai un anello per te molto caro e prezioso, lo porti da un orafo per farlo valutare e lui attesta il suo valore intorno ai 1000 €. Ti rivolgi poi a un secondo orefice ﹣che ti hanno detto essere un grande esperto ﹣e lui lo stima 10 €, sostenendo di sapere il fatto suo e che l’altro sia un incompetente.

Due persone, magari anche esperti professionisti, ti hanno dato la loro opinione.

Ma la domanda è: qual è il reale valore dell’anello?

Facciamo ancora un esempio: sei a un colloquio di lavoro, hai superato tutte le selezioni e sei al punto di definire il tuo compenso. Il selezionatore ti chiede: “Quanto pensa di valere per il lavoro che offriamo?”

(Domanda spesso volutamente posta in questo modo ambiguo dal selezionatore.)

Se rispondi con un numero, per quanto alto sia, farai un errore.

Rifletti: una cosa è lo stipendio per il lavoro svolto e le tue competenze, un’altra cosa è il valore che hai tu come essere umano.

Alcune considerazioni:

  • Il tuo valore non dipende dall’opinione che altri hanno di te. Quello è un giudizio formulato in base ai loro criteri.
  • Il valore che hai non dipende dai tuoi risultati. Un risultato dipende da come fai ciò che fai, riguarda le tue competenze e non il tuo valore.
  • Potremmo addirittura dire che il valore che hai non dipende da cosa pensi di te. Ciò che pensi di te ﹣il sistema di credenze che hai scelto per te stesso ﹣ è la tua autostima e non è detto che rispecchi il tuo reale valore. In base alle tue credenze su te stesso puoi alzare il tuo autovalore oppure abbassarlo.

Torniamo agli esempi fatti: il gioiello è tuo e puoi pensare che valga 1000 €, 10 € o addirittura niente.

L’opinione degli esperti può cambiare il gioiello o la sua natura? 

Come può un’opinione cambiare la natura delle cose? 

Un’opinione riguarda sempre chi la dà, mai l’oggetto in questione.

Il candidato al colloquio potrebbe dire che per quel lavoro vuole 1000 € al mese o 100.000 €. È questo il suo valore? No, questo è il compenso che vuole per un servizio che offre. Non ha niente a che fare con la natura della persona.

Quel che nessuno ti dice è che la tua autostima non è necessariamente la realtà, ma solo la tua percezione della realtà, basata sul sistema di credenze che sostiene la tua identità. 

Se la tua autostima è bassa, probabilmente l’immagine che hai di te stesso, il tuo sistema di credenze e la tua identità hanno necessità di essere riscritti. Se cambi le tue credenze, cambia come percepisci te stesso e la realtà attorno a te.

4. Il mio obiettivo 

Il mio obiettivo non è far aumentare l’autostima delle persone.

Al di là di quello che hai letto o possono averti detto, nessuno può fare aumentare l’autostima a qualcun altro. Solo tu puoi fare questo per te stesso.
Il mio obiettivo è darti gli strumenti per farlo, se lo vorrai.

Il mio obiettivo è fare in modo che tu possa avere la capacità di sentirti come vuoi sentirti indipendentemente dai contesti, perché questo significa avere una buona autostima. Potrai fare questo creando l’immagine di te più funzionale a chi vuoi essere e a chi sei destinato a diventare. 

Infatti, non basta essere il prezioso e irripetibile gioiello che sei, è importante che tu costruisca l’immagine di te stesso come prezioso e irripetibile gioiello.
Ogni persona porta con sé quotidianamente una “immagine-guida” costruita nel corso della propria vita ﹣un’immagine che dirige azioni e sentimenti;  potremmo dire, senza esagerare, che dirige l’intero comportamento. Questa immagine contiene una serie di credenze su se stessi, più o meno definite e più o meno consapevoli, che potrebbero corrispondere o meno al prezioso gioiello che sei. Creando consapevolmente l’immagine del sé congruente a chi sei davvero nella tua unicità, stabilizzerai la tua autostima, potendo così lasciare gli altri liberi di avere l’opinione che vogliono di chi sei e dei risultati che otterrai.

Ciò che rende così affascinante lavorare sull’autostima è che noi come esseri umani abbiamo il diritto di esistere, di sbagliare e di essere felici a prescindere, per questo abbiamo necessità di imparare come dare amore e rispetto a noi stessi e alla Vita in genere. Ci dobbiamo autostima perché siamo vivi e siamo un capolavoro della Vita, unico e irripetibile.

Quel che pensano gli altri non conta, e non importa se gli altri sono tua madre, un figlio, tuo marito, la tua fidanzata, i migliori amici, i più noti psicologi o esperti nel tuo settore o nel tuo lavoro.

È la loro opinione ﹣e la loro opinione non è rilevante per la tua autostima. 

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